RUBRICA SINDACALE
milano,
2009-11-06
Il consiglio di Stato si pronuncia su code e pettine
Il Consiglio di Stato rimette in discussione le graduatorie dei docenti. L'inserimento in graduatoria, quindi, deve avvenire "a pettine", cioè secondo il punteggio. Il che significherà rifare tutte le graduatorie a tempo di record. Insomma, il caos e il ministero prepara un provvedimento ad hoc per neutralizzare gli effetti della decisione.
da Il Sole 24 Ore, 2 ottobre 2009
La compilazione delle graduatorie finisce di nuovo sotto tiro. Il Consiglio di Stato (ordinanza n. 4769/2009) ha respinto l'appello del ministero dell'Istruzione per l'annullamento della sospensiva del Tar Lazio che, nei mesi scorsi, aveva bocciato il decreto ministeriale (n. 42/2009) che permetteva, tra l'altro, il trasferimento verso graduatorie di altre due province degli insegnanti iscritti nelle graduatorie a esaurimento. In particolare, il provvedimento aveva disposto che i docenti trasferiti venissero collocati in coda alle liste di nuova iscrizione. Decisione contro la quale avevano presentato ricorso migliaia di insegnanti, rivendicando l'inserimento "a pettine", ossia secondo il punteggio accumulato.
Il Tar Lazio aveva accolto i ricorsi, disponendo la sospensiva del documento ministeriale. Ma Viale Trastevere, anche in vista dell'inizio dell'anno scolastico – con relative assunzioni in ruolo e incarichi di supplenza annuale – ha scelto di tirare dritto, presentando immediato appello al Consiglio di Stato che, appunto, non ha accolto la richiesta.
Adesso lo scenario si complica. L'applicazione della decisione del Consiglio di Stato farebbe franare le graduatorie e metterebbe in discussione le 8mila immissioni in ruolo e circa 100mila cattedre annuali già attribuite: insegnanti regolarmente in servizio. Inoltre, un riordino delle graduatorie non potrebbe avvenire in tempi brevi. Va considerato anche l'enorme contenzioso che sarebbe alimentato dalle contromosse dei docenti che si vedrebbero superati nelle graduatorie.
Uno scenario poco probabile, che scaraventerebbe nel caos l'organizzazione delle scuole. Soprattutto sul versante didattico, dove scatterebbe un giostra di insegnanti attorno alle cattedre. A questo punto le difficoltà ministeriali sono tutte nell'immediato, nelle scelte da compiere in seguito alla decisione del Consiglio di Stato. L'orientamento sarebbe quello di prendere tempo in attesa di conoscere il dettaglio delle motivazioni racchiuse nel pronunciamento di merito. Poi, potrebbe anche arrivare un provvedimento ad hoc per blindare la soluzione applicata. D'altra parte,non sarebbe la prima volta. Mossa che potrebbe arrivare anche in tempi brevi, in forma di emendamento al decreto "salva precari" che sta per essere esaminato dalla Camera...
da la Repubblica, 1 ottobre 2009
Precari, Gelmini bocciata di nuovo a rischio le nomine dei supplenti
Dopo il tar anche il Consiglio di Stato dà ragione ai ricorsi ignorati dal Ministero
Messi limiti alle graduatorie considerati illegittimi. "Per blindare i posti al Nord"
Graduatorie dei precari nel caos e balletto di supplenti in vista. Il Consiglio di Stato, dando ragione a migliaia di supplenti che si sono rivolti alla giustizia amministrativa, ha dichiarato illegittimo il provvedimento che ha creato le cosiddette "code" nelle graduatorie ad esaurimento. L'inserimento in graduatoria, quindi, deve avvenire "a pettine", cioè secondo il punteggio. Il che significherà rifare tutte le graduatorie a tempo di record.
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Lo scorso mese di aprile, il ministro dell'Istruzione ha firmato un decreto per l'aggiornamento delle graduatorie dei precari che conteneva una sostanziale novità rispetto al passato: graduatorie nella sostanza bloccate per due anni e possibilità di inserimento soltanto in coda su tre province oltre quella di appartenenza. Anche se nessuno lo ha mai ammesso, il provvedimento tendeva a tutelare i precari delle regioni settentrionali spesso scalzati nelle immissioni in ruolo e nell'attribuzione delle supplenze più lunghe dai colleghi meridionali, con più anni di precariato e con più punti. Infatti, non potendosi spostare in un'altra provincia i precari meridionali, collocati in coda anche se con un punteggio superiore, possono esser nominati soltanto dopo i colleghi autoctoni.
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Cosa accadrà adesso? Se la sentenza del Consiglio di stato verrà applicata, gli 8 mila insegnanti immessi in ruolo ad agosto ora potrebbero vedersi revocata la nomina. Stesso discorso per i supplenti nominati prima dell'avvio dell'anno scolastico. Insomma: l'ostinazione del ministero potrebbe gettare nel caos l'intera scuola italiana, costretta ad un balletto di supplenti senza precedenti ad anno scolastico ampiamente iniziato.
da il Manifesto, 2 ottobre 2009
L’anno scolastico appena iniziato si preannuncia uno dei più avventurosi, per usare un eufemismo, degli ultimi decenni. Intanto giunge notizia che anche il TAR, dopo il Consiglio di stato, dà ragione ai ricorsi ignorati dal ministero, che aveva messo dei limiti alle graduatorie per "blindare" i posti al nord. Ciò significa che le graduatorie dei precari saranno nel caos e nei prossimi mesi vi sarà un vero e proprio balletto di supplenti. Il Consiglio di stato, dando ragione a migliaia di supplenti che si sono rivolti alla giustizia amministrativa, ha infatti dichiarato illegittimo il provvedimento che ha creato le cosiddette "code" nelle graduatorie ad esaurimento. L'inserimento in graduatoria, quindi, deve avvenire "a pettine", cioè secondo il punteggio. Il che significherà rifare tutte le graduatorie a tempo di record. Insomma, il caos.
Decreto "AMMAZZAPRECARI"