CDN
Roma,
2011-01-26
Documento politico CDN 26 gennaio 2011
Ordine del giorno del Comitato Direttivo FLC CGIL 25/26 gennaio 2011, approvato a maggioranza con il nostro voto contrario.
L'accordo separato alla Fiat con la messa in discussione di diritti indisponibili costituisce una evidente violazione delle regole che stanno alla base del nostro ordinamento giuridico e dei valori fondanti la repubblica italiana, sanciti nella Costituzione.
Negli accordi di Pomigliano e di Mirafiori non c'e' nulla di moderno. Infatti si impone il peggioramento delle condizioni di lavoro, l'impossibilita' per i lavoratori e le lavoratrici di scegliere liberamente il sindacato che deve rappresentarli, la cancellazione del contratto nazionale e di ogni funzione contrattuale sui posti di lavoro. Siamo di fronte al tentativo di smontare il sistema delle relazioni sociali per piegare le ragioni del lavoro al potere e agli interessi esclusivi delle imprese.
La risposta coraggiosa dei lavoratori e delle lavoratrici della Fiat ha avuto il significato di riaffermare, senza esitazioni, che non si possono mettere in discussione i diritti conquistati in anni di dure lotte. La FLC sostiene le manifestazioni territoriali della FIOM del 28 gennaio e impegna tutta l'organizzazione alla partecipazione.
La battaglia di questi lavoratori e di queste lavoratrici è la battaglia della FLC. Esiste infatti una linea di continuità tra i provvedimenti messi in campo da Governo nei settori pubblici e la pratica degli accordi separati in quelli privati. Gli obiettivi sono chiari: un attacco indiscriminato al contratto nazionale, una riduzione delle prerogative sindacali, l'indebolimento dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
L’affermazione del principio indiscutibile di autorità riecheggia nella legge 240/11 sull’università che punta a ridurre lo spazio pubblico di questa istituzione e modella gli organi di governo sull’immagine dell’azienda. Contestualmente, la riscrittura degli statuti dei maggiori enti di ricerca, da occasione per aumentarne l’autonomia e l’autogoverno, è diventata al contrario lo strumento per realizzare un controllo stringente da parte del potere politico e per marginalizzare il ruolo della comunità scientifica e del personale tutto. La retorica fasulla sull’inefficienza degli enti diventa il pretesto per colpire tutti gli enti di ricerca e in particolare, il CNR che vede addirittura pianificata la riduzione delle risorse destinate alle assunzioni per il ricambio generazionale e alla crescita, come è stato denunciato nella grande iniziativa di mobilitazione di questi mesi, a cui ha contribuito in modo determinante la nostra organizzazione nell’ente. Il taglio del fondo di finanziamento ordinario degli enti di ricerca, che si attesta su di un valore medio del 13%, non solo renderà impossibile di fatto il finanziamento delle attività di ricerca, ma anche l'impossibilità di mantenere in servizio i precari e in alcuni casi di assicurare la copertura delle normali spese di gestione.
Per questa ragione dovremo mettere in campo, assieme a tutte le componenti del movimento degli ultimi mesi, una iniziativa mirata a far sì che, la stesura dei nuovi statuti, passi attraverso un percorso autenticamente democratico. Allo stesso modo saremo protagonisti con le nostre proposte nella fase di definizione dei regolamenti degli enti di ricerca sottoposti al riordino e continueremo a mobilitarci con tutti gli strumenti a nostra disposizione affinché gli aspetti più iniqui degli statuti vengano modificati.
La linea dello smantellamento trova ennesima ed “esemplare” conferma per l’AFAM: tagliati i finanziamenti per il funzionamento delle accademie e dei conservatori di un ulteriore 35%, nessuna risorsa per gli istituti musicali pareggiati, blocco degli organici e a aumento del precariato senza possibilità di stabilizzazione.
Ed è sempre da questo punto di vista che vanno letti i provvedimenti con cui si negano i rinnovi contrattuali nei nostri settori oltre che nella direzione di smontare progressivamente il sistema delle relazioni sindacali. Bloccare i contratti per tutti ed avviare contestualmente iniziative per premiare pochi, secondo meccanismi non chiari, bypassando la contrattazione, rappresenta null'altro che il primo passo per l'individualizzazione dei rapporti di lavoro e indebolisce in tal modo i diritti degli stessi lavoratori. La FLC Cgil ribadisce quindi le prerogative del CCNL sul tema delle professionalità dei lavoratori dei comparti della conoscenza e le proposte esplicitate nella piattaforma contrattuale inviata all’Aran nel novembre 2009. La FLC ritiene importante che il dibattito che si è aperto sui limiti e le insidie dei percorsi di valutazione nelle sei province campione, si estenda a tutte le scuole italiane, attraverso una capillare campagna di assemblee e attraverso un documento/appello che ribadisca il diritto ad un buon contratto per tutti e tutte e ad una valorizzazione professionale che dia valore gli elementi di collegialità del lavoro docente in un’ottica non gerarchica.
Il medesimo giudizio negativo ribadiamo sul decreto correttivo al Dlgs 150/2009 approvato venerdì 21 gennaio dal Consiglio dei Ministri. Tale provvedimento, infatti, attraverso una interpretazione retroattiva del decreto 150/2009 vorrebbe mettere un freno alle sentenze negative dei giudici del lavoro e nel contempo modificare i contenuti delle norme pattizie. Gli effetti sulla contrattazione integrativa di questo provvedimento potrebbero essere devastanti. La FLC in questi mesi ha praticato una dura battaglia per difendere in ogni sede di lavoro le conquiste e le prerogative del contratto nazionale. Tutta la nostra organizzazione a partire dalle RSU, RSA,delegati e comitati degli iscritti, ai quali va il ringraziamento di questo Comitato Direttivo, si è spesa per portare a casa un grande risultato, che ha portato alla chiusura dei contratti integrativi nel rispetto del CCNL nella quasi totalità delle sedi di lavoro. Per questa ragione consideriamo inaccettabile questo ennesimo intervento che mette in discussione i diritti dei lavoratori.
Inoltre riteniamo non più rinviabile avviare la campagna per le elezioni suppletive delle RSU nei comparti della conoscenza. La tattica dilatoria messa in campo dal Ministro Brunetta e dalle altre organizzazioni sindacali rappresenta un vulnus, in una situazione in cui tante sedi di lavoro sono sprovviste di rappresentanza sindacale. Il rinnovo delle RSU viene impedito in un momento in cui, stante il blocco dei contratti nazionali la contrattazione integrativa rappresenta l'unico spazio per migliorare le condizioni economiche e di lavoro delle persone. E' una grave responsabilità che ricade in chi per motivazioni esclusivamente piegate a logiche organizzative interne si oppone nei fatti a definire il calendario delle elezioni.
In questa situazione,riteniamo fondamentale la proposta deliberata dal direttivo nazionale della CGIL il 15 gennaio scorso sulla rappresentatività e democrazia sindacale. La necessità di regole certe ed esigibili su questo tema, attraverso una intesa endosindacale da trasferire nella legge al fine di garantire la validità erga omnes dei contratti, deve essere al centro di una capillare iniziativa nei posti di lavoro e nel territorio.
La necessità di regole certe ed esigibili su questo tema si coniuga con l'importanza dell'esercizio della democrazia nelle sedi di lavoro. Per queste ragioni la FLC ritiene importante definire a breve una iniziativa pubblica su democrazia e rappresentanza e avviare una vasta campagna di assemblee e di raccolta di firme su questo tema.
I comparti della conoscenza hanno vissuto l'attacco più forte in questi anni da parte di questo governo. I provvedimenti messi in campo sono finalizzati ad un depauperamento di questi settori e ad una progressiva privatizzazione. I tagli, ma soprattutto una logica di fondo finalizzata a svuotare di importanza e di significato i luoghi del sapere, logica piegata ad una idea di società dove lo Stato non garantisce più il diritto costituzionale all'istruzione e alla formazione, stanno determinando il venir meno di quegli elementi di unitarietà del sistema e di solidarietà che sono stati alla base della nostra democrazia. Gli effetti sul lavoro di tali politiche sono drammatiche: un peggioramento complessivo delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici e l’espulsione di migliaia di precari dai comparti della conoscenza. La FLC ha, su questo tema, definito una proposta organica e concreta che coniuga la tutela individuale (vertenze su conversione rapporto di lavoro a tempo indeterminato e scatti di anzianità) con obiettivi più generali ( operazione centomila, organici funzionali, stabilità della risorse), finalizzati al miglioramento nel comparto scuola della qualità del servizio e al superamento del precariato. Gli stessi obiettivi si possono raggiungere anche nei comparti università, ricerca e Afam.
La precarizzazione del lavoro che investe drammaticamente la nostra società, colpisce soprattutto i più giovani come ci confermano anche i dati allarmanti sulla disoccupazione. E’ stato proprio questo uno dei temi centrali delle manifestazioni dei mesi scorsi posto con forza dai movimenti e dagli studenti. Tema al quale questo Governo non ha dato nessuna risposta. Le grandi mobilitazioni degli studenti, dei precari, dei ricercatori inoltre hanno dimostrato che è possibile costruire una diversa riforma dei sistemi della conoscenza che affermi una più avanzata idea di cittadinanza all’interno di un nuovo modello di sviluppo incentrato sui beni comuni.
La situazione gravissima dei nostri comparti, pubblici e privati, che mette a rischio la condizione sociale e democratica, necessita di una risposta adeguata della nostra categoria e della confederazione. Al tempo stesso è indispensabile in questa fase unificare la battaglia sui diritti perché rappresenta la battaglia di tutti.
Per queste ragioni il comitato direttivo della FLC Cgil, ritiene che un attacco di questa natura non possa che trovare un percorso confederale di mobilitazione fino alla proclamazione di uno sciopero generale e in questa prospettiva dà mandato alla segreteria nazionale affinché si attivi presso la segreteria confederale per sollecitare e realizzare questo obiettivo.
Nell'ambito di questo percorso e delle marce per il lavoro che la confederazione intende promuovere, riteniamo importante definire una iniziativa nazionale, la marcia per la conoscenza, da tenersi nel mese di marzo. La capacità del movimento degli ultimi mesi di riaprire una discussione pubblica non solo sull’attacco in corso ma anche sulle alternative possibili per migliorare realmente la qualità della scuola della ricerca e dell’università deve trovare una occasione di rilancio. Vogliamo per questa ragione che l’iniziativa promossa dalla FLC si allarghi a tutte quelle componenti partecipi e protagoniste delle mobilitazioni a cui lanciamo un appello fin da ora.
Infine nell’ottica di un allargamento delle alleanze e della discussione abbiamo, attraverso l’appello per gli Stati generali della conoscenza, avviato un confronto di idee e di opinioni fra soggetti, movimenti e associazioni che, pur con diverse ispirazioni, condividono la necessità di porre la conoscenza e la cultura alla base del progetto di rinnovamento sociale e di ricostruzione democratica del nostro paese. L’appuntamento degli Stati generali costituirà una tappa importantissima del percorso di mobilitazione messo in campo dalla FLC e dalla CGIL.
La CGIL e la FLC sono in campo per contrastare i provvedimenti in corso, riconquistare lo spazio per una vera contrattazione collettiva e rilanciare una idea alta di istruzione, formazione e ricerca, unica via d’uscita da una crisi che pesa solo sulle spalle dei più deboli.
(Approvato a maggioranza con quattro contrari)
FLC: È necessario un cambio di strategia