Personal tools
You are here: Portale Home cgilchevogliamoflc nella flc Dichiarazione in FLC su Accordo del 28 giugno
Document Actions

Dichiarazione in FLC su Accordo del 28 giugno

by redazione — last modified 2011-07-27 15:39

Dichiarazione dei componenti dell'area La CGIL che Vogliamo nella FLC al Comitato Direttivo nazionale del 26 luglio 2011 che esprimono un giudizio negativo sull'Accordo interconfederale tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL del 28 giugno 2011 e sulla contestuale Intesa CGIL CISL UIL su accordi sindacali con valenza generale e accordi di categoria

I sottoscritti componenti del Comitato Direttivo Nazionale della FLC CGIL esprimono un giudizio negativo sull'Accordo interconfederale tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL del 28 giugno 2011 e sulla contestuale Intesa  CGIL CISL UIL su accordi sindacali con valenza generale e accordi di categoria per le seguenti ragioni, con cui, per la prima volta, la CGIL accetta che possa essere negata la libera espressione della volontà dei lavoratori.

L'accordo interconfederale e la cosiddetta intesa endosindacale non sono da noi condivisi per le seguenti ragioni:

  • scompare il diritto dei lavoratori a pronunciarsi su piattaforme ed accordi che li riguardano;
  • si afferma la coesistenza di rappresentanze sindacali elette da tutti i lavoratori (RSU) e rappresentanze sindacali designate dalle organizzazioni (RSA);
  • si avvalla, con la validazione a maggioranza semplice, la pratica degli accordi separati e non si  garantisce  agibilità  all'organizzazione che dissente.
I sottoscritti, componenti del Comitato Direttivo Nazionale della FLC CGIL, giudicano negativamente l'introduzione di:
  • deroghe alle norme del CCNL, che l'accordo del 28 giugno rende possibili con specifiche intese modificative su prestazione lavorativa, orario e organizzazione del lavoro nella contrattazione aziendale, confermando e rafforzando quanto  contenuto nell'accordo separato del 2009;
  • tregue sindacali vincolanti e dunque sanzionabili anche di fronte ad accordi separati.
Le intese sottoscritte dalla Cgil con Cisl e Uil:
  • non risolvono le questioni aperte in tema di democrazia e partecipazione dei lavoratori,
  • non hanno nessuna validità davanti  alle controparti,
  • non garantiscono il percorso democratico di coinvolgimento dei lavoratori.

Tanto è vero che questo stesso accordo e questa intesa non vengono sottoposte al voto di tutti i lavoratori interessati, costringendo la CGIL alla consultazione dei soli propri iscritti.

La gestione della trattativa che ha condotto a questo accordo non ha previsto nessun coinvolgimento  dei lavoratori e delle categorie interessate, si è svolta in assenza di piattaforma o di verifica di mandato, aprendo  un'ulteriore ferita nel tasso di democrazia della vita interna dell'Organizzazione.

Esprimono anche preoccupazione sulle conseguenze dell’accordo medesimo, in prospettiva anche nei settori dell’impiego pubblico e della conoscenza. Ritengono che solo un contratto collettivo nazionale forte sia in grado di garantire regole, diritti e livelli retributivi validi per tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro. Auspicano che questo sia il senso della mancata firma dell'ipotesi di CCNL del 19 luglio scorso, che offre posti di lavoro in cambio di eguali diritti e livelli stipendiali per tutti i lavoratori.