NELLA FLC
Roma,
2011-07-26
Dichiarazione in FLC su Accordo del 28 giugno
Dichiarazione dei componenti dell'area La CGIL che Vogliamo nella FLC al Comitato Direttivo nazionale del 26 luglio 2011 che esprimono un giudizio negativo sull'Accordo interconfederale tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL del 28 giugno 2011 e sulla contestuale Intesa CGIL CISL UIL su accordi sindacali con valenza generale e accordi di categoria
I sottoscritti componenti del Comitato Direttivo Nazionale della FLC CGIL esprimono un giudizio negativo sull'Accordo interconfederale tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL del 28 giugno 2011 e sulla contestuale Intesa CGIL CISL UIL su accordi sindacali con valenza generale e accordi di categoria per le seguenti ragioni, con cui, per la prima volta, la CGIL accetta che possa essere negata la libera espressione della volontà dei lavoratori.
L'accordo interconfederale e la cosiddetta intesa endosindacale non sono da noi condivisi per le seguenti ragioni:
- scompare il diritto dei lavoratori a pronunciarsi su piattaforme ed accordi che li riguardano;
- si afferma la coesistenza di rappresentanze sindacali elette da tutti i lavoratori (RSU) e rappresentanze sindacali designate dalle organizzazioni (RSA);
- si avvalla, con la validazione a maggioranza semplice, la pratica degli accordi separati e non si garantisce agibilità all'organizzazione che dissente.
- deroghe alle norme del CCNL, che l'accordo del 28 giugno rende possibili con specifiche intese modificative su prestazione lavorativa, orario e organizzazione del lavoro nella contrattazione aziendale, confermando e rafforzando quanto contenuto nell'accordo separato del 2009;
- tregue sindacali vincolanti e dunque sanzionabili anche di fronte ad accordi separati.
- non risolvono le questioni aperte in tema di democrazia e partecipazione dei lavoratori,
- non hanno nessuna validità davanti alle controparti,
- non garantiscono il percorso democratico di coinvolgimento dei lavoratori.
Tanto è vero che questo stesso accordo e questa intesa non vengono sottoposte al voto di tutti i lavoratori interessati, costringendo la CGIL alla consultazione dei soli propri iscritti.
La gestione della trattativa che ha condotto a questo accordo non ha previsto nessun coinvolgimento dei lavoratori e delle categorie interessate, si è svolta in assenza di piattaforma o di verifica di mandato, aprendo un'ulteriore ferita nel tasso di democrazia della vita interna dell'Organizzazione.
Esprimono anche preoccupazione sulle conseguenze dell’accordo medesimo, in prospettiva anche nei settori dell’impiego pubblico e della conoscenza. Ritengono che solo un contratto collettivo nazionale forte sia in grado di garantire regole, diritti e livelli retributivi validi per tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro. Auspicano che questo sia il senso della mancata firma dell'ipotesi di CCNL del 19 luglio scorso, che offre posti di lavoro in cambio di eguali diritti e livelli stipendiali per tutti i lavoratori.