NELLA FLC
Roma,
2010-12-31
Chiediamo lo sciopero!
Lettera aperta dell'area programmatica "La CGIL che vogliamo"alla segreteria nazionale FLC per la proclamazione dello sciopero il 28 gennaio al fianco della Fiom e per lo sciopero generale della CGIL.
Il 23/12/2010 è stato un giorno nero per i lavoratori e gli studenti italiani.
In un colpo solo, infatti, il governo e il padronato hanno voluto sancire, con l’approvazione della legge Gelmini e del diktat di Marchionne:
• Che il CCNL appartiene al passato.
• Che gli accordi fra le parti (che escludono chi non vuole piegarsi) possono derogare tutto, anche la Costituzione.
• Che i diritti costituzionali come lo sciopero, il diritto allo studio, il diritto alla salute, devono essere subordinati a un unico diritto: quello al profitto.
• Che i referendum, da consultazioni democratiche, devono essere trasformati in armi di ricatto contro i lavoratori.
• Che la crisi la devono pagare i lavoratori e gli studenti.
Davanti a un attacco di tale portata non sono tollerabili esitazioni. È inspiegabile come, di fronte ad un attacco che mette in discussione la libertà sindacale in generale e di iscritti alla CGIL nel caso specifico, la nostra confederazione non abbia ancora proclamato neppure un’ora di sciopero al fianco dei lavoratori della FIOM. La risposta non può che essere uno sciopero generale, di tutte le categorie, che abbia come obiettivo bloccare il paese e fermare la deriva rappresentata dal “modello Marchionne”, un modello che potrebbe fare strada anche sul versante politico, con stravolgimenti democratici ancor più pesanti di quelli a cui ci hanno abituati i governi Berlusconi.
Negli ultimi anni ogni attacco ai lavoratori di un settore è stato premessa per successivi attacchi ai lavoratori di un altro settore. E così abbiamo avuto gli oltre 130.000 licenziamenti nella scuola, la soppressione e l'accorpamento di parecchi Enti di Ricerca, ed attraverso le leggi di riordino degli Enti stessi la loro sottomissione ai voleri dei confindustriali a scapito del bene comune,e ancora il blocco di stipendi e carriere nel pubblico impiego fino a fine 2013, la famigerata legge Brunetta, l’ennesima controriforma delle pensioni, e ora un attacco senza precedenti ai lavoratori di tutto il settore privato.
Chiediamo alla FLC-CGIL di unirsi allo sciopero del 28/1/2011 proclamato dalla Fiom, di sollecitare in ogni modo la CGIL all'indizione dello Sciopero Generale di tutta la Confederazione e di impegnarsi, a partire dalle scuole e dalle università, a costruire un fronte di opposizione e di lotta che coinvolga tutti i lavoratori, gli studenti e i cittadini ai quali si vuol far pagare il costo della crisi.
Area programmatica “La CGIL che vogliamo” nella FLC
Una scuola che fabbrica miseria