UNIVERSITÀ
Torino,
2011-03-25
Politecnico di Torino. Quale statuto di Ateneo? Quale FLC?
La denuncia della RSU del Politecnico di Torino sulla delegittimazione della RSU stessa da parte della FLC del capoluogo piemontese.
Negli Atenei Torinesi si sono avviate le procedure per l'adeguamento degli statuti di Ateneo, alla legge 240/10, c.d. Gelmini.
La FLC Nazionale è intervenuta sull'argomento senza convocare iniziative di lotta e di contrasto reale alla legge 240, lasciando i compagni e le compagne in ogni Ateneo sostanzialmente soli a contrastare le baronie accademiche e gli appetiti dei potentati economici locali.
La FLC Nazionale nel suo documento sulle commissioni di Ateneo esprime, comunque, una posizione che abbiamo condiviso e praticato: “Fin dalla composizione delle Commissioni “Statuto”, alle quali verrà demandato l’onere di definire i molteplici regolamenti di Ateneo previsti dalla Legge, crediamo sia indispensabile dare uno spazio adeguato a tutte le componenti universitarie, così da renderle egualmente partecipi. In questo modo potranno dare il loro contributo, oltre ai docenti, i ricercatori strutturati e precari, gli studenti che in questi mesi hanno condotto una importante lotta a difesa dell’Università pubblica, il personale contrattualizzato che regge in maniera decisiva le molteplici attività degli Atenei. Per questa ragione la composizione delle Commissioni dovrebbe avere modalità elettiva.”
Al Politecnico di Torino (vedi comunicato RSU del 24 gennaio 2011), le RSU di Ateneo unitariamente, hanno organizzato assemblee di Ateneo con soggetti collettivi di movimento, come il coordinamento dei precari della ricerca, il coordinamento dei ricercatori, il coordinamento dei professori associati e gli studenti.
Le richieste che provenivano dall’assemblea congiunta sono le seguenti:
- che tutte le componenti di Ateneo (inclusi i precari) siano effettivamente rappresentate nella Commissione “Statuto”;
- che i dodice membri della Commissione siano proposti democraticamente, attraverso elezioni o mediante assemblee;
- massima trasparenza dei lavori della Commissione;
- referendum sul nuovo statuto (previsto dallo statuto in vigore).
Mentre dall'amministrazione e dal Rettore del Politecnico di Torino giungevano segnali che andavano in tutt’altra direzione, le RSU del Politecnico di Torino, rispettose delle decisioni assembleari, hanno convocato l'assemblea del personale Tecnico ed Amministrativo (TA) per eleggere le rappresentanze in Commissione Statuto, che sarebbero state imposte all'amministrazione.
In assemblea i lavoratori e le lavoratrici TA si sono espressi e hanno votato a stragrande maggioranza il candidato proposto unitariamente dalla RSU.
In questa fase particolarmente delicata è intervenuto il segretario provinciale della FLC, inviando via posta elettronica a tutto il personale T.A. una lettera firmata, tra l'altro, impropriamente (abusivamente) FLC del Politecnico, nella quale si afferma, dopo una serie di vuoti proclami:
“accetteremo senza riserve le scelte fatte dai rappresentanti SA - CdA e i nominativi che indicheranno” fornendo cioè un appoggio esplicito alle indicazioni del Rettore e una altrettanta esplicita sconfessione delle RSU del Politecnico da parte della FLC, appoggiando e delegando ad una sorta di democrazia rappresentativa (del SA e CdA) la discussione e la nomina dei membri della Commissione Statuto.
Come è possibile accettare e promuovere un metodo e un principio che non sono per nulla democratici, poiché i pesi delle rappresentanze in SA e CdA delle categorie e delle componenti di Ateneo (e in maniera eclatante questo vale per i precari) non rispecchia in alcun modo la composizione numerica dell’Ateneo?
Inoltre, non può certo dirsi pienamente democratico un sistema in cui viene formata una rosa amplissima di nomi dalla quale, a scrutinio segreto, vengono estratti i nominativi di coloro che faranno parte della Commissione, senza alcuna garanzia di rappresentanza per ognuna delle componenti e senza la consultazione delle componenti stesse.
La FLC Torinese ha scelto di stare dalla parte del Rettore, prendendo le distanze dalle RSU e dalla stessa assemblea generale di Ateneo, approvando e avallando la scelta successiva del Rettore, di tenere fuori dalla Commissione Statuto il candidato più votato dai lavoratori TA ed espressione delle RSU di Ateneo.
L'iniziativa politico-sindacale della FLC Torino sugli statuti evidenzia la tendenza alla delegittimazione delle RSU e di tutte le strutture di base dei lavoratori (precari e “garantiti”) quando queste mettono in discussione e svolgono una azione di contrasto “sul campo” alla Legge Gelmini e all'autoritarismo nel governo delle Università, cardine dell'intera “riforma”.
Una scelta che non condividiamo ritenendo che una maggiore coerenza tra obbiettivi annunciati e "comportamento sul campo" possa portare risultati positivi per l'azione sindacale sia delle RSU sia della FLC ma soprattutto per le aspettative degli operatori dell'Ateneo.
Antonio Grassedonio - RSU Politecnico di Torino
Patrizia Lai - RSU Politecnico di Torino
Rino Lamonaca - RSU Politecnico di Torino
Gianluca Ramunno - Coordinamento Precari della Ricerca PoliTo
Silvia Zoppa - RSU Politecnico di Torino