UNIVERSITÀ
Roma,
2011-05-02
Statuti universitari
La proposta della CGIL che vogliamo nella FLC sulla definizione degli statuti universitari che sottoporremo al dibattito del Direttivo nazionale
Lo stravolgimento del sistema della formazione e della ricerca in Italia ha segnato un suo momento topico nel passaggio in Senato della riforma Gelmini. Ad attestare l’importanza del frangente è tra l’altro l’impressionante dimensione e determinazione delle iniziative del movimento di protesta, che ha catalizzato insieme molti diversi settori: non solo studenti ma anche ricercatori, precari e non, dell’università, degli enti di ricerca, pezzi del mondo della scuola di ogni ordine e grado, della cultura e dello spettacolo, rappresentanti del precariato diffuso, giovani disoccupati e sotto-occupati. Il movimento, per la sua stessa composizione, è stato una dimostrazione vivente del fatto che il colpo sferrato contro l’università con la riforma Gelmini è parte di una ristrutturazione ampia e strategica, un generalizzato attacco al sapere rivolto contro più di una generazione di “giovani”, che attraverso il sapere per l’appunto avevano creduto di poter costruire un futuro per se stessi e per la società tutta.
E' oramai lampante l’importanza strategica della riforma dell’università: il suo reale obiettivo non è introdurre criteri di valutazione che premino il merito, bensì operare un depotenziamento del sistema formativo pubblico che non ha precedenti nella storia recente del Paese. Uno degli aspetti di questo depotenziamento è evidentemente il trasferimento massiccio di risorse dal pubblico al privato e il contestuale svilimento della funzione sociale e democratica delle università.
La riforma degli statuti degli Atenei, secondo quanto previsto dalla legge, è parte sostanziale di questo processo in divenire. Questo è il nostro punto di vista come area programmatica FLC CGIL che vogliamo su vari punti degli statuti universitari.
Elezione del Rettore
L’elettorato attivo per la carica di Rettore deve essere costituito da tutti i professori ordinari, i professori associati, i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo, i CEL, e deve essere prevista la partecipazione al voto di tutte le altre componenti. L’elettorato passivo deve essere limitato ai professori appartenenti all’ateneo.
Senato Accademico
Il Senato Accademico, nell’ottica di potenziarne il ruolo, deve avere la funzione di indirizzo e programmazione di tutte le attività didattiche, di ricerca e di servizi agli studenti. I suoi pareri al Consiglio di Amministrazione devono essere obbligatori e, per quanto concerne in particolare la didattica e la ricerca, vincolanti.
Il Senato Accademico approva il bilancio sociale dell’Ateneo.
Il Senato Accademico deve essere integralmente elettivo e deve essere prevista comunque la pari rappresentanza dei professori ordinari, dei professori associati, dei ricercatori e dei tecnici-amministrativi.
Consiglio di Amministrazione
Il numero dei membri esterni all'interno del CdA deve essere il minimo previsto dalla Legge. Tutti i componenti devono essere scelti dallo stesso collegio elettorale previsto per l’elezione del rettore, mentre i rappresentanti degli studenti devono essere eletti da tutti gli studenti. I candidati esterni alla carica di componenti del CdA dovranno essere scelti all'interno di una lista di nomi proposta dal Senato Accademico. I membri interni vanno scelti tra tutto il personale di ruolo. Il CdA deve essere presieduto dal rettore.
La partecipazione agli organi di governo universitario va considerata come requisito della «comprovata competenza in campo gestionale ovvero di un'esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica culturale» ai fini della loro eleggibilità nei Consigli di amministrazione secondo la Legge. I curriculum devono essere pubblici.
Composizione e funzioni dei dipartimenti
La costituzione dei dipartimenti deve rispondere a coerenti criteri scientifici e culturali, organizzando uno o più settori di ricerca omogenei per fini o per metodo e dei relativi insegnamenti. Al Dipartimento compete l’elaborazione di linee programmatiche pluriennali.
Il Consiglio di dipartimento deve essere costituito da tutti i professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo e da un'adeguata rappresentanza delle altre componenti, oltre che degli studenti.
Il Direttore di Dipartimento è eletto da tutti i professori ordinari, i professori associati, i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo e da un'adeguata rappresentanza delle altre componenti, oltre che degli studenti.
Deve essere previsto l’elettorato attivo e passivo comune per i professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo per l’elezione dei loro rappresentanti nelle giunte di dipartimento.
Le giunte sono composte in forma paritaria fra professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo e da un'adeguata rappresentanza delle altre componenti.
Ai dipartimenti (non alle eventuali strutture di raccordo) deve essere attribuita la competenza a formulare al CdA e al SA proposte in materia di programmazione e la competenza a deliberare sulle chiamate di professori e ricercatori, sulla base delle linee programmatiche
Regolamenti di ateneo
Deve essere previsto che i regolamenti di Ateneo siano elaborati da commissioni designate dal Senato Accademico e rappresentative di tutte le componenti. Le commissioni, nell’ambito dell’attività istruttoria, devono svolgere audizioni delle rappresentanze universitarie.
Statuto di ateneo
Dev'essere sottoposto a referendum.
Organizzazione del lavoro e rapporti con le rappresentanze sindacali
Nell'ambito della “riforma” dell'Università si rendono necessarie delle modifiche all'organizzazione del lavoro, sia nelle strutture amministrative centrali che nelle nuove strutture dipartimentali. Bisogna separare l'organo di indirizzo politico da quello gestionale. Bisogna rendere l’organizzazione del lavoro del personale tecnico amministrativo meno anacronistica, più efficace ed efficiente, facendo in modo, cioè, che la gestione del personale stesso sia trasferita, nei Dipartimenti e nelle Facoltà, dai Docenti e dai Direttori, alla struttura amministrativa stessa, in una forma che salvaguardi le specifiche identità professionali e ne valorizzi le competenze.
In ogni caso il processo di riorganizzazione dell’Ateneo e delle sue strutture dovrà avvenire coinvolgendo le rappresentanze sindacali, che devono essere tempestivamente informate, e con le quali si deve discutere e condividere il modello, tutelando la professionalità del personale, garantendone la partecipazione attiva ai processi decisionali.
Proposta sul governo degli Atenei